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I Internazionale (L’) (Non dizionario)


Internazionale è una stana parola, per comprenderne il significato più profondo occorre metterci dinanzi l’articolo, altrimenti diventa solo una targhetta per distinguere una spedizione o una fiera del mobile.
Allora, aggiungiamo l’articolo, ed ecco: L’Internazionale, diventa l’inno di tutti i proletari del mondo, di riscatto, della speranza sociale. L’Internazionale diventa anche un grande evento politico mondiale che raccolse movimenti e partiti di tutto il mondo ed è stata fondata ben quattro volte (la prima nel settembre 1864, la seconda nel luglio 1889, la terza marzo 1919, la quarta settembre 1938).
Questa bellissima parola è stata rovinata da un insieme poco chiaro di altre parole “dittatura del proletariato”, una specie di impianto indefinito di particolare democrazia autoritaria che poi sfociò nello stalinismo.
La parola L’Internazionale, con il suo articolo , è ancora necessaria; oggi più che mai in un mondo che si globalizza e che insieme si chiude a riccio nei suoi campanili nazionali e regionali; ma va coniugata con altre parole: pane, lavoro, libertà, uguaglianza, giustizia, fratellanza, laicità, pace, felicità.
In attesa di una possibile quinta internazionale allego le parole dell’inno
L’INTERNAZIONALE.
Compagni, avanti! Il gran Partito
noi siamo dei lavorator.
Rosso un fiore in noi è fiorito
e una fede ci è nata in cuor.
Noi non siamo più nell'officina,
entro terra, nei campi, al mar,
la plebe sempre all'opra china
senza ideale in cui sperar.
 Su lottiam!
 L'Ideale nostro alfine sarà,
 l'Internazionale, futura umanità!
 Su lottiam!
 L'Ideale nostro alfine sarà,
 l'Internazionale,  futura umanità
Un gran stendardo al sol fiammante
innanzi a noi glorioso va,
noi vogliamo per esso giù infrante
le catene alla libertà!
Che giustizia venga, noi vogliamo
non più servi, non più signor!
Fratelli tutti esser vogliamo
nella famiglia del lavor.
 
 Su lottiam...
 
Lottiam, lottiam, la terra sia
di tutti eguale proprietà,
più nessuno nei campi dia
l'opra ad altri che in ozio sta.
E la macchina sia alleata
non nemica ai lavorator;
così la vita rinnovata
all'uom darà pace ed amor! 
 
 Su lottiam...
 
Avanti, avanti, la vittoria
è nostra e nostro è l'avvenir;
più civile e giusta, la storia
un'altra era sta per aprir.
Largo a noi, all'alta battaglia
noi corriamo per l'Ideal:
via, largo, noi siam la canaglia
che lotta pel suo Germinal! 
Nota - La parola finale dell’inno, Germinal rievoca un episodio accaduto durante la Rivoluzione Francese, quando un'enorme massa di persone invase le strade di Parigi, gridando "pane,pane", questo fatto avvenne nel periodo
tra il marzo e l'aprile del 1795 , periodo questo che nella terminologia del calendario rivoluzionario francese si chiama, appunto, Germinale.
Le parole dell’inno sono di Eugène Pottier e la musica dell’inno è di Pierre Degeyter 
A questo link la celebre esecuzione di Toscanini
http://www.lacrisi2009.com/2012/03/9-marzo-buona-giornata-fiom.html
Immagine – antica illustrazione della prima Internazionale

6 commenti:

  1. Commovente il video di Toscanini, l'intensità della direzione e la partecipazione personale.
    La Quinta?
    Ci credi e sei veramente in attesa, o l'hai buttata lì sapendo che è un'attesa che diventa vana, ogni giorno di più?
    Non dico la mia sensazione, mi guardo intorno, e lo scoramento è il piatto d'ogni giorno.
    Ciao.

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    Risposte
    1. a gattonero
      ci credo e sono veramente in attesa, forse non ci arriverò perché gli anni passano e divento vecchio.
      ciao

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    2. Anche io ci credo, ci credo veramente, fortemente. Ci voglio credere e ci crederei anche se non volessi crederci. Non la vedrò la quinta, forse, ma ci sarà. Eccome se ci sarà!
      Non è possibile che non ci sia.
      Tutto qui.

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  2. Mi mancavano alcune conoscenze e tu hai colmato queste lacune. Spero in una Quinta Internazionale all'altezza dei tempi e tale da suscitare l'entusiasmo - se non ricordo male- della Prime e della Terza.

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  3. il fallimento del capitalismo che è sotto gli occhi di tutti dovrebbe far riflettere, invece penso che sarà la fame, come sempre, a far scattare nel popolo un nuovo spirito di rivolta e i soliti potenti o arruffapopolo sapranno approfittarne. Come dicevano gli illuministi, che però erano i primi a mangiare nel piatto dei padroni,spetta agli intellettuali salvare con l'onestà dalla cultura i valori dell'umanità e guidare la rivoluzione: ma dove sono gli intellettuali?

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