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Mattinata come serenata

una mattinata come serenata ma anche una stupenda poesia d'amore accompagnata da una dolce musica, è il miracolo che sono riusciti a costruire Giovanni Formisano per le parole e Gaetano Emanuele Calì per la musica. I due autori, entrambi di Catania, producono questo breve capolavoro agli inizi di un secolo tremendo il '900. E' la canzone d'amore più sentita dai siciliani all'inizio di quel secolo e la portano nel cuore i soldati siciliani che vanno a combattere nella terribile prima guerra mondiale. "Si dice che fosse il 1916. Sul fronte della Carnia si fronteggiavano gli austriaci e due reggimenti formati da Siciliani. Si sparavano e si ammazzavano. Una sera, splendendo la luna, uno dei nostri, un soldato siciliano, prese la sua chitarra e cantò. E mentre cantava, gli spari cessarono. E quando finì di cantare, gli austriaci applaudirono …
Questa canzone è stata cantata da tanti grandi cantanti di musica leggera e da tanti cantanti lirici, ho trovato questo video su youtube nella versione cantata da Enzo Montagna nella forma più popolare e genuina della Sicilia.
Qui sotto il testo (accompagnato da qualche nota di traduzione)
E vui durmiti ancora
Lu suli è già spuntatu di lu mari
E vui bidduzza mia durmiti ancora
L’aceddi sunnu stanchi di cantari
Affriddateddi aspettanu ccà fora
Supra ssu barcuneddu su pusati
E aspettanu quann’è ca v’affacciati
Lassati stari nun durmiti cchiui
Ca ‘nzemi a iddi dintra sta vanedda
Ci sugnu puru iu c’aspettu a vui
Ppi viriri ssa facci accussì bedda
Passu cca fora tutti li nuttati
E aspettu sulu quannu v’affacciati
Li ciuri senza i vui nun vonnu stari
Su tutti ccu li testi a pinnuluni
Ognunu d’iddi nun voli sbucciari
Se prima nun si rapi ssu barconi
Intra li buttuneddi su ammucchiati
E aspettanu quann’è ca v’affacciati
Lassati stari nun durmiti cchiui
Ca ‘nzemi a iddi dintra sta vanedda
Ci sugnu puru iu c’aspettu a vui
Ppi viriri ssa facci accussì bedda
Passu cca fora tutti li nuttati
E aspettu sulu quannu v’affacciati
E voi dormite ancora
Il sole è già spuntato dal mare
E voi dolcezza mia dormite ancora
Gli uccelli sono stanchi di cantare
Infreddoliti, aspettano qua fora
Sopra il balconcino son posati
E aspettano a voi che vi affacciate
Lasciate stare, non dormite più
Perché insieme a loro, in questa piccola via
Ci sono anch’io che aspetto a voi
Per vedere questo viso così bello
Passo qui fuori tutte le nottate
E aspetto solo quando vi affacciate
I fiori senza di voi non vogliono stare
Sono tutti con la testa abbassata
Non ce n’è uno che voglia sbocciare
Se prima non si apre quel balcone
Stanno nascosti fra i boccioli
E aspettano che voi vi affacciate
Lasciate stare, non dormite più
Perché insieme a loro, in questa piccola via
Ci sono anch’io che aspetto a voi
Per vedere questo viso così bello
Passo qui fuori tutte le nottate
E aspetto solo quando vi affacciate

7 commenti:

  1. Forse è leggenda quella degli austriaci che batterono le mani, ma potrebbe anche essere vero.
    Questa canzone, la fisarmonica, il coro e quel dialetto siciliano compongono insieme una melodia dolcissima e piena di nostalgia. E al fronte non poteva che stringere il cuore.

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  2. Mi sono commosso. Forse sto veramente invecchiando. Si sono sovrapposte immagini che non ho vissuto: la guerra, i soldati mal vestiti e male armati, con tanto coraggio, ingenuità, sincerità e amore e la voce di mia nonna e mia madre che cantavano questa canzone struggente quando ero bambino. Grazie Ciccio!

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    1. ad Angelo,
      in quel video si respira l'aria in Sicilia alla fine degli anni 50, sorse l'inizio dei 60; poi tutto comincia a cambiare almeno per le forme ...
      ciao

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  3. http://www.youtube.com/watch?v=DXQSoTGwun4

    Ho avuto un grande amore siciliano e questa canzone mi è rimasta dentro.

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  4. Concordo con te una poesia bellissima,struggente,nella sua semplicità.Quando il dialetto diventa lingua.
    Pensavo che l'autore fosse messinese.
    Ciao Francesco.

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  5. Grazie..non la conoscevo, conosco poco la musica tradizionale siciliana. Mi piace molto la musica popolare di tutto il mondo...un argomento che sto cercando di approfondire da assoluta e appassionata profana. Per questo il mio grazie è particolarmente sentito. Come in tutte le canzoni tradizionali il testo è in realtà un componimento poetico. I temi sono gli stessi, comuni alle varie culture e tradizioni..l'amore in particolare...è commovente ascoltare come il suono di questa parola, cambiando dialetto e zona geografica, assuma una musicalità unica..ed una magia evocativa che stringe il cuore.
    Grazie ancora....

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